Profumo Una storia intramontabile

In questi giorni, con l’avvicinarsi delle festività, le réclame ci propinano corpi sensuali, bocche turgide, sguardi ammiccanti, pressoché su ogni rivista o immagina televisiva. Ma la scia della sensualità ha un solo nome “l’eau de parfum”, un regalo sempre perfetto anche a Natale.


Il profumo ha origini molte antiche. Gli Egizi 5000 anni fa inventarono una fragranza profumata, il Kyphi, a base di aromi speziati e preziose resine, esportato poi in tutto il mondo antico. Anche i popoli del Mediterraneo come i Greci, Romani, e gli Arabi, amavano molto utilizzare profumazioni a base oleosa con l’aggiunta di aromi vegetali come l’incenso, la mirra o l’aloe. Nel corso dei secoli, e in particolare nel Medioevo, venne perfezionata la tecnica di distillazione: così nel buio dei conventi si cominciarono a sperimentare le prime essenze a base alcolica .
Col Rinascimento rifiorì l’arte profumiera e importanti città come Firenze e Venezia divennero il polo della produzione profumiera grazie all’avvento dell’“acqua di Colonia “e l’acqua Mirabilis.  Nasce il profumo moderno.
Nel 1921 Coco Chanel che voleva “un profumo di donna con odore di donna”produsse la sua prima fragranza rappresentando una svolta nel modo concepire il profumo: che doveva essere indossato come un abito. E come non ricordare Marilyn Monroe e la sua frase epica: “Cosa indosso prima di andare a dormire? Due gocce di Chanel n°5”.Questa frase ha condizionato generazioni di donne che ancora oggi lo adorano. Ormai di essenze ce ne sono tantissime, a base di fiori, frutti, spezie, cortecce e resine, foglie, erbe e muschi, bacche e radici, dagli animali alle note gourmand.  Tutti i profumi danno una nota al nostro carattere e ci rendono più sicuri, affascinanti e pronti per affrontare una nuova giornata o una serata romantica.  Quante volte in metropolitana o in ascensore o in ufficio riconosciamo il nostro vicino o la nostra vicina dalla scia di profumo che lascia? Rappresenta una vera e propria firma invisibile di noi stessi.
Così il profumo ha assunto nel tempo una funzione sacra, una funzione sociale, una funzione seduttiva  e perfino una funzione medica con l’aromaterapia, semplicemente  espandendosi nell’aria e sollecitando tramite i nostri recettori olfattivi le arie più ancestrali del cervello in grado di evocare ricordi, immagini, speranze e illusioni.
Un grande scrittore come Patrick Suskind ha scritto un romanzo eccezionale e unico su tutto quello che Il profumo può evocare, costruendo un mondo fatto di sfumature odorose capaci di disegnare personalità e sentimenti e di evocare amore e odio, disgusto e piacere.
Io penso che poche gocce racchiuse in magiche boccette hanno il potere di renderci più sicure, più seduttive e più belle, donandoci la speranza  di avere a portata di mano sempre un compagno fedele che lascia una duratura testimonianza del nostro passaggio e del nostro essere.
E come diceva Diane Ackerman “Basta sfiorare il filo teso di un profumo che i ricordi risuonano immediatamente”.

 

Scritto da Alesale